L’obiettivo del concorso era individuare una soluzione progettuale capace di garantire l’accessibilità e la piena fruibilità di una cisterna sotterranea risalente al XVIII secolo, situata al di sotto di Piazza Marconi, a Formia. Attualmente, l’accesso alla cisterna avviene attraverso un tombino e un cunicolo che conducono all’ambiente ipogeo, esteso per circa 250 m². Lo spazio, a pianta rettangolare, è scandito da un sistema di dodici campate quadrate, coperte da volte a vela e disposte con un interasse di sei metri. Le volte poggiano su imponenti pilastri in muratura a sezione quadrata, di 120 cm di lato, e raggiungono un’altezza di circa otto metri in chiave. Il progetto si configura come un sistema di quattro elementi lineari, rivestiti in acciaio corten e liberamente disposti nello spazio, evocando la presenza di rovine contemporanee all’interno di un sito archeologico. L’elemento verticale ospita il vano ascensore, garantendo l’accessibilità alla cisterna, mentre i tre elementi orizzontali definiscono un sistema di passerelle che attraversa lo spazio ipogeo, consentendone la fruizione e offrendo nuove prospettive di osservazione dell’architettura esistente.


Dal punto di vista compositivo, l’intervento si configura come un sistema autonomo e indipendente rispetto all’impianto a navate della cisterna, preservandone così l’integrità e la leggibilità spaziale. La disposizione delle passerelle è studiata per consentire una percezione complessiva dell’ambiente ipogeo, offrendo al visitatore molteplici punti di vista e garantendo una fruizione visiva dell’intero spazio. L’accesso alla struttura, posto alla quota della piazza, è definito da un prisma trasparente in vetro, sostenuto da una struttura in profili tubolari di acciaio. Il volume è concepito per inserirsi nel contesto con la minima invasività, mantenendo un rapporto di leggerezza e trasparenza con lo spazio pubblico circostante. La struttura portante dell’ingresso diviene, all’interno della piazza, un segno leggero ma fortemente riconoscibile. Le sue linee fluide, che si sviluppano e convergono verso il basso, introducono nello spazio una tensione verticale, accompagnando simbolicamente il percorso verso l’ambiente sotterraneo e, al tempo stesso, evocando attraverso la loro geometria la presenza dell’acqua.




