l progetto nasce con l’obiettivo di proteggere i fondali marini antistanti la costa di Montegiordano dalla pesca a strascico illegale e, allo stesso tempo, favorire il recupero della biodiversità e degli habitat marini. L’intervento si sviluppa attraverso due sistemi distinti e complementari: una rete di 58 elementi dissuasori destinata alla protezione fisica dei fondali e 9 elementi di ripopolamento, organizzati in 3 gruppi da 3, progettati per favorire la colonizzazione biologica. I dissuasori sono posati sul fondale secondo una disposizione studiata in relazione al funzionamento delle reti da pesca. La distanza relativa tra i manufatti è definita in modo da impedire il passaggio delle reti aperte, creando una barriera diffusa contro le attività di strascico illegale. Proteggendo il fondale dal continuo passaggio delle reti, il sistema contribuirà inoltre a creare le condizioni favorevoli alla ricrescita della prateria di Posidonia, oggi compromessa nelle aree interessate dalla pesca illegale, favorendo nel tempo il recupero dell’habitat e della biodiversità ad essa associata. Accanto al sistema antistrascico, i 9 elementi di ripopolamento hanno una funzione specificamente ecologica. La loro configurazione crea superfici, cavità e spazi di rifugio adatti all’insediamento e alla crescita degli organismi marini. L’intervento è stato sviluppato nell’ambito del PO FEAMP Calabria 2014–2020 – Misura 1.40, con il coinvolgimento del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro nelle attività di studio e monitoraggio del ripopolamento marino.







